É l’unico albergo esistente nel territorio nazionale del secolo XVI in attivo che é stato dichiarato Bene di Interesse Culturale e Monumento Artistico di carattere Nazionale.
Di grande valore etnologico e architettonico, é stata realizzata un’attivitá di recupero degli elementi originali dell’edificazione primitiva, con un lavoro di restauro e studio degli elementi tradizionali e di vanguardia.
La Posada possiede tre cortili di differente configurazione.
Il primo cortile appare attraverso il vestibolo d’ ingresso dove si trova la recepcion con “azulejos” del secolo XVIII e marchesina a forma di cubo integrandosi nella zona d’accesso.
Il recupero delle basi delle colonne é stato realizato tramite un intervento di scavo giacché erano sotterranee -si possono aprezzare i segni del recupero realizzato nell’anno 2003- per un aumento del livello stradale nel corso degli anni.
Gli archi del primo piano, che erano chiusi da una fabbrica di mattoni, cosí come piccoli balconi, sono stati recuperati; di modo che la galleria ritrova il suo stato originale.
Il secondo cortile delle antiche scuderie é stato restaurato completamente fino a recuperare il suo stato primitivo e si é sostituito il legno degli annessi con un altro legno speciale per le pareti esterne. Le stanze si trovano in questo spazio fra le separazioni in legno di porte e finestre.
Nella stanza b9 si recupera l’arco e si osserva la primitiva fabbrica del mattone. L’arco dello spazio delle scuderie crea una successione di archi e profonditá, di questo tipo di architettura di albergo, salvando grandi luci per il passaggio di antichi trasporti dell’epoca. L’albergo era un ricovero per viaggiattori e trasportisti, magazzino e riposo del bestiame e delle carrozze. Ha avuto e adempiuto a questa funzione fino agli inizi degli anni ’90.
Il terzo cortile di San Felipe crea una prima corsia come cassa di vetro e acciaio, che comunica e separa il cortile delle scuderie con quest’altro spazio. “La cassa” si trasforma a sua volta in un nucleo comunicativo e gli elementi scelti accompagnano il suo percorso.
Nello spazio di San Felipe é stata situata una sorgente di “azulejos” del secolo XVIII che li bagna e produce un suono acqueo proprio dell’architettura “mudejar” ( fusione degli elementi romanici e gotici coll’arte araba). Questo spazio é protetto da una parete con incastri di buchi convergenti che staccia la scala e rischiara la notte come luce di lanterna. Il cortile é stato coperto con una tettoia che riprende il disegno del parapetto della galleria, formando un reticolato di legno.
Dalla tettoia di San Felipe si puó osservare il tegolato originale della Posada saldato con rame e mattoni tradizionali. Si osserva il rialzo delle stanze del primo cortile.
La tettoia del primo cortile é stata coperta con grandi distese per proteggerla dalle intemperie; in questo spazio si situa il maceratoio, si accede attraverso la lanterna di vetro e permette osservare la totalitá della tettoia della Posada, come la chiesa di San Pedro o Santa Catalina, esemplalri di architettura “mudejar” e barocco sivigliano. Specialmente la chiesa di Santa Catalina é la “mezquita” piú antica della cittá.
Il “guardanés” é lo spazio dove si riponevano oggetti ed elementi dei mezzi di trasporto e i cavalli, ed é stato recuperato per dare spazio ai saloni dell’hotel e al bar. Gli spazi vuoti sono stati ripensati e disegnati come grandi finestre “cubo” di acciaio, le travi di legno sono quelle primitive che sono state recuperate e trattate con elementi antisilofagi. In uno di questi spazi é stata situata l’originale porta della Posada che non poteva essere collocata altrove, perché possa essere osservata e si possa vivere assieme ad essa lo scorrere degli anni. É stata molto curata l’illuminazione, con lampade design e fonti di luce indirette.
Tutta l’illuminazione della Posada é stata pensata per creare spazi cambianti e luce stacciata; a tal fine si sono utillizati fonti di luce nel suolo e fonti puntuali infisse in parete.
La posada ci permette camminare lungo la dimensione tempo poiché si sono recuperate le forme originali ma adattandole alla funzione a cui devono rispondere nelle condizioni attuali. A tal fine si sono utilizzati materiali “antichi”, il mortaio di calce tradizionale, le botteghe in acciaio ossidato, l’aspetto vanguardista, e il legno color nogal scuro. Allo stesso modo si é cercato di mantenere lo stesso reticolo di travi e lavorarlo per ridargli l’aspetto e la funzionalitá originarie.
La facciata ha costituito uno dei punti piú polemici del progetto al momento di presentarlo agli organismi officiali e abbiamo contato con l’appoggio della Comssione di Cultura del Comune di Andalucia studiando la possibile ripercussione sulla cittá.
La facciata originaria é stata conservata con la incursione della falegnameria d’acciaio ed elementi di copertura dello stesso materiale negli stipiti. La facciata attuale dell’hotel é l’unione di tre porzioni di terreno, la primitiva nel suo stadio attuale, e lo spazio che abbiamo chiamato “charnela” che unisce l’antica facciata e lo collega con le edificazioni contigue dando continuitá spaziale alla calle Almirante Apodaca, visto che quest’ultima confinava con uno spazio vuoto dagli anni ’10 del secolo scorso.
la “charnela” formata da lamine d’acciaio corten dialoga con l’edificio dei tribunali antichi, attuale emeroteca municipale con una scomposizione simila alla posseduta. Delimitando lo spazio necessario per la nuova entrata dell’hotel e per carica e scarica del viaggiatore.
La “cassa d’acciaio” che configura il piedestallo segnala il nuovo accesso, s’introduce in esso il nuovo vestibolo esterno, dove una grande porta di vetro si apre allo spazio interno. La “cassa” fu disegnata per collocare la porta primitiva della Posada ma vista l’impossibilitá del recupero, venne sostituita da una replica e l’originale fu posizionata nel salone dell’hotel
Sono stati tre anni di lavoro di riabilitazione e restauro al fine di recuperare un edificio emblematico dentro la cittá di Siviglia, e poter trasmettere e insegnare al giorno d’oggi, nel secolo XX, le funzioni alberghiere del secolo XVI. Speriamo apprezzi il nostro intervento poiché é stato realizzato con sforzo e affetto cercando il rinascere di quest’edificio dopo ben quattro secoli.
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